
Il Protocollo Autoimmune (AIP) è un approccio nutrizionale che sta riscuotendo sempre maggiore interesse con la crescente diffusione delle malattie autoimmuni. Mentre la gestione medica di queste malattie si basa principalmente su trattamenti volti a modulare o sopprimere l’attività del sistema immunitario, molte persone cercano approcci complementari, in particolare attraverso la dieta.
Il regime AIP è pubblicizzato come in grado di ridurre l’infiammazione, migliorare i sintomi e talvolta persino “riparare” l’intestino o riequilibrare il sistema immunitario. Ma qual è la realtà? Cosa dice la scienza su questo approccio? E perché tante persone riferiscono di sentirsi meglio dopo averlo adottato?
Le malattie autoimmuni comprendono patologie in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti del proprio organismo, come l’ artrite reumatoide, la sclerosi multipla, le malattie infiammatorie croniche intestinali, la tiroidite di Hashimoto e il diabete di tipo 1. Il loro aumento non può essere spiegato unicamente da fattori genetici. Sebbene la predisposizione genetica giochi un ruolo, fattori ambientali come infezioni, stress, sonno, esposizione a determinate sostanze e alimentazione sono sempre più riconosciuti come fattori scatenanti o modulatori di una risposta autoimmune in individui predisposti.
L’alimentazione è un’area di studio particolarmente importante, poiché alcuni dati suggeriscono che lo stile di alimentazione occidentale, ricco di alimenti trasformati, può promuovere risposte infiammatorie e alterare il microbiota intestinale, nonché influenzare l’integrità della barriera intestinale, l’assunzione di micronutrienti essenziali e l’infiammazione di basso grado. Ciò spiega il crescente interesse per diete specifiche come la AIP.
Questa dieta ha le sue radici nella dieta Paleo e si basa sull’idea che alcuni alimenti moderni possano contribuire a squilibri metabolici e infiammatori. È stata strutturata e resa popolare negli anni 2010, principalmente attraverso libri e piattaforme educative rivolte al grande pubblico, tra cui The Paleo Approach della Dott.ssa Sarah Ballantyne, PhD in Biofisica. La dieta AIP non si basa su raccomandazioni cliniche ufficiali o linee guida emesse da società scientifiche; piuttosto, è un tentativo di tradurre alcune ipotesi scientifiche, in particolare sull’infiammazione, l’immunità e la salute intestinale, in un protocollo dietetico pratico.
Questa è una versione più rigorosa della dieta Paleo, pensata per le persone affette da malattie autoimmuni. Il protocollo mira a minimizzare la presenza di qualsiasi antigene che possa scatenare una risposta autoimmune. Si basa sull’ipotesi che l’iperpermeabilità intestinale e uno squilibrio del microbiota intestinale, combinati con una predisposizione genetica, possano innescare o peggiorare le risposte autoimmuni. Pertanto, la dieta AIP fornisce un piano alimentare personalizzato, adattato alle tolleranze di ogni persona, per limitare l’esposizione a cibi potenzialmente problematici.
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